I reperti del Tempio di Hera si trovano nella zona archeologica di Metaponto, sulla riva destra del fiume Bradano. Lo stesso tempio era detto anche Scuola di Pitagora, in ricordo del grande filosofo. I resti del tempio consistono in 15 colonne con 20 scanalature e capitelli di ordine dorico: 10 sulla facciata nord e 5 su quella sud. Originariamente le colonne erano 32; lo stilobate misurava 34,29 metri di lunghezza e 13,66 metri di larghezza, mentre la cella misurava 17,79 × 8,68 metri.
PARCO ARCHEOLOGICO dell'Area Urbana di Metaponto
L’area archeologica custodisce ciò che resta della città di Metapontum, creata dagli Achei nella seconda parte del VII secolo a.C., e comprende il santuario urbano, una parte della piazza pubblica e l’asse stradale nord-sud, in base al quale è stato impostato l’intero complesso urbano. Nel santuario sono presenti edifici templari in stile dorico (Tempio di Hera e Tempio di Apollo) e ionico (Tempio di Artemide), oltre a un sacello probabilmente dedicato ad Atena, costruiti tra il VI e il V secolo a.C. Nell’agorà è rilevabile l’imponenza architettonica del teatro che, nel IV secolo a.C., ha sostituito un edificio arcaico destinato alle assemblee cittadine. Nell’area compresa tra l’agorà e la linea delle mura orientali svetta il Castro Romano, forse sede di una guarnigione militare romana durante il III secolo a.c.
Il Museo Archeologico Nazionale di Metaponto rappresenta uno dei principali poli culturali della Basilicata, dedicato alla conservazione e alla valorizzazione dei reperti provenienti dall’antica città greca di Metaponto, fondata nel VII secolo a.C.
Il percorso museale accompagna il visitatore in un viaggio attraverso la storia del territorio partendo dalle prime tracce di insediamento risalenti alla media età del Bronzo e all’età del Ferro, attribuite agli Enotri-Choni, fino all’arrivo dei coloni greci provenienti dall’Acaia, nel Peloponneso.
La narrazione prosegue con l’evoluzione della città greca, la sua struttura urbana, le pratiche religiose e sociali, e le trasformazioni subite dai centri italici circostanti tra il VI e il IV secolo a.C., fino alla romanizzazione e al successivo declino del sito.
Le collezioni esposte comprendono una vasta gamma di reperti: ceramiche, sculture, monete, oggetti votivi e strumenti di uso quotidiano, che testimoniano la vivacità culturale e artistica della colonia magno-greca. L’allestimento segue un ordine cronologico, arricchito da supporti multimediali e materiale didattico, pensati per rendere la visita coinvolgente e accessibile anche a un pubblico giovane.